Bandi Imprese

Patent Box – Agevolazione per brevetti, software e know-how

Patent Box – Un’agevolazione fiscale per sfruttare i beni immateriali e pagare meno tasse

Il Patent Box è un tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’uso di delle opere dell’ingegno e dei beni immateriali quali brevetti, software, disegni e know-how.

Questo regime agevolato è stato istituito con l’obiettivo di favorire l’investimento delle imprese in attività di ricerca e sviluppo attraverso una riduzione dell’imposte.

Come funziona?

I soggetti che vogliono fruire della tassazione agevolata devono comunicare la scelta alla Agenzia delle Entrate per i primi due anni di sfruttamento.
Dal terzo anno di applicazione del Patent Box la scelta deve essere comunicata invece attraverso la dichiarazione dei redditi.

Occorre inoltre mantenere obbligatoriamente la scelta di usufruire dell’agevolazione per 5 anni di imposta e non è possibile, una volta accettata, prorogarla o revocarla per altri periodi.

Inoltre per aderire alla misura occorre che le opere dell’ingegno o i beni materiali e immateriali siano utilizzati direttamente dall’azienda che richiede l’opzione o che comunque ne ha la concessione d’uso. In quest’ultimo caso il reddito agevolato è dato dai canoni derivanti dalla concessione dell’opera.

A quanto ammonta la detassazione?

I redditi derivanti dallo sfruttamento delle opere dell’ingegno non contribuiscono alla formazione del reddito complessivo in modo crescente a partire dal 2015 (anno di introduzione della misura).

Nel 2015 la detassazione era pari al 30%, nel 2016 al 40% e nel periodo 2017-2018 la misura raggiunge il massimo agevolabile del 50%.

Calcolo del beneficio

Per l’effettiva quantificazione del beneficio è necessario stabilire anzitutto la quota di reddito che deriva dall’utilizzo dell’opera dell’ingegno. Per calcolare questo importo dobbiamo fare riferimento al fatto che l’utilizzo del bene sia diretto o indiretto:

  • In caso di utilizzo indiretto (concessione in uso a soggetti terzi) il reddito è costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso del bene al netto dei costi fiscalmente rilevanti;
  • Nel caso di utilizzo diretto è necessario individuare il contributo economico che tale bene ha apportato al reddito complessivo dell’impresa.

Il ruling con l’agenzia dell’entrate

Il reddito  deve essere individuato attraverso la cosiddetta procedura di “ruling” la quale prevede la determinazione in via preventiva ed in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate dell’ammontare dei componenti positivi di reddito (impliciti, derivanti dall’utilizzo diretto dei beni immateriali) e dei criteri per l’individuazione dei relativi componenti negativi.

La quota di reddito agevolabile

Per calcolare la quota di reddito agevolabile col Patent Box occorre valutare il rapporto tra:

  • i costi di attività di ricerca e sviluppo, rilevanti ai fini fiscali, sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale oggetto dell’agevolazione;
  • i costi complessivi, rilevanti ai fini fiscali, sostenuti per produrre tale bene.

Individuato così il reddito agevolabile sarà possibile calcolare la detassazione con le percentuali precedentemente indicate (30% per il 2015, 40% per il 2016 e 50% per il 2017).

L’esercizio dell’opzione è rilevante oltre che per la determinazione del reddito complessivo ai fini IRES ed IRPEF, anche a fini della determinazione del valore della produzione IRAP.

Le novità del 2018

  • l’eliminazione dei marchi d’impresa dai beni immateriali agevolabili, a partire dalle domande presentate successivamente al 31 dicembre 2016
  • l’introduzione di disposizioni di coordinamento per la disciplina del periodo transitorio
  • l’individuazione delle modalità di scambio spontaneo di informazioni fiscali con le amministrazioni fiscali dei Paesi esteri.

Dal 31 dicembre 2016 non è più possibile esercitare nell’opzione applicandola ai marchi.

Le opzioni dei marchi esercitate dopo il 31 dicembre 2014 restano comunque in vigore per 5 periodi di imposta.

Soggetti beneficiari

  • Persone fisiche che esercitano imprese commerciali
  • Società per azioni e in accomandita per azioni, Srl, cooperative e società di mutua assicurazione residenti in Italia
  • Sas e Snc (società di persone)
  • Società non residenti in Italia purché vi sia un accordo che eviti la doppia imposizione e vi sia scambio di informazioni effettivo

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